![]() |
||||
![]() |
![]() |
![]() |
||
![]() |
||||
Castrum Inui, Inui Castrum, Castrum Invi o Invi Castrum
vari modi per dire la fortezza di Inuo.
Secondo la leggenda era un insediamento fortificato fondato da Latino Silvio, figlio di Ascanio e nipote di Enea, 1300 anni prima di Cristo. L’insediamento era posto sotto la protezione di Inuo, figlio di Venere e di Giove, protettore della fertilitā dei campi. Una Fortezza d'Inuo č citata anche nel VI Canto dell’Eneide.
Altre fonti antiche parlano di Castrum Inui come cittā portuale, poi abbandonata in epoca imperiale per una qualche insalubritā dei luoghi, dove sorgeva un importante santuario internazionale noto come Aphrodisium, dedicato alla Venere Afrodite, dea dell’amore e della fertilitā nata dal mare e madre di Inuo.
Il Nibby, nel secolo scorso, vide la villa Priapi, assimilabile al luogo chiamato Priapo in Ardea, noto ai biografi pontifici, per aver dato i natali a Papa Leone V.
Gli scavi archeologici alla foce dell'Incastro e il nome stesso di questo corso d'acqua (chiaramente assonante con Inui-castrum), portano a teorizzare che l’antica Castrum Inui citata da molti autori come importante luogo arcaico, č molto probabilmente da individuarsi proprio allo sbocco a mare dell'emissario del lago di Nemi, luogo sacro ove approdō Danae, principessa argiva fondatrice di Ardea.
The Historical Atlas by William R. Shepherd, 1911
Philipp Clüver (Filippo Cluverio), "Latium Utriusque" da "Italia Antiqua"
dettaglio
1624
Abraham Oertel, "Latium"
dettaglio
1595
Gerardus Mercator
"Latium nunc Campagna di Roma"
dettaglio
1589
Wells Edward
cartografia Latium ed Etruria, dettaglio
1700
Latium - dettaglio
Ptolemaeus Claudius
1621
"Giā diverse genti occuparono il Latio, gli Aborigini, gli Arcadi, i Pelasgi, gli Ardeati, i Siculi, gli Aronci, i Rutuli; e di lā da' monti Circei, i Volsci, gli Osci, e gli Ausonii, che tutti dal Latio d'addimandarono Latini, se ben Suida scrive, che prima si nominassero Cetii, poi Ecadi e Romani. Afferma Plinio, che sin'all'etā sua, nel Latio cinquantatre popoli si spensero talmente, che nč pure le loro vestigia si trovavano. Ma dopo di lui fino a questi tempi, la maggior parte di quei, che egli descrive, se n'č ita di male, con molte cittā, e terre murate di maniera, che non solamente no n'appaiono l'orme, ma ne anco i luoghi dove furono, si possono puntualmente discernere..."
(Ptolemaeus Claudius, "Descrittione del Lazio..." 1621)
Gerardus Mercator, "Latium nunc Campagna di Roma"
dettaglio
1632
Janssonius Joan
Latium - dettaglio
1649
Roma - dettaglio
Fer de Nicolaus
1700
Italia Media Lectioni Auctoru Classicorum Inprimis Necessaria.
dettaglio
Nuernberg C Weigel
1719
Latium
dettaglio
Bertius
1661